Perchè PSIKA ?


Il KA: energia vitale o spirito dell'uomo


Se potessimo dire che l’antico Egitto aveva una psicologia, dovremmo dire che la sua nozione fondamentale era il Ka.

In una strana mescolanza tra mitologia e realtà si racconta che ogni Re alla morte diventasse Osiride. Osiride era l’eredità ispiratrice, il Ka del nuovo Re che persisteva con le sue ammonizioni e continuava, attraverso di lui, ad avere autorità.

Altrove se ne parla come il sostituto di ciò che chiamiamo volontà ma con un accento più passivo, ineluttabile, fatalista: d’altra parte a quei tempi non si era ancora sviluppata quell’area che noi chiamiamo "io cosciente".

Il Ka veniva ispirato ed imposto sempre dall’esterno e percepito come la "voce di un altro": era la voce guida che si sentiva interiormente con accenti autoritari.

Oggi il Ka può essere riconducibile a due concetti: il senso del dovere che si traduce nella voce interiore e che ci indica cosa è giusto o sbagliato e l’attribuzione causale esterna che ci porta ad imputare alla “Fortuna” i risultati delle nostre azioni.

Entrambi impediscono l’espressione vera del Sé. L’uomo moderno per essere libero e per esprimere la propria esistenza dovrebbe essere guidato dalla coscienza, dalla consapevolezza e dalla volontà.

PsiKa vuole promuovere la conoscenza di una “energia vitale” che trova la sua unica fonte all’interno di noi stessi e sulla quale solo noi possiamo esercitare il pieno controllo.