Modello Psicodinamico-Psicoanalitico

Il processo terapeutico nell’approccio psicanalitico consiste in un esame profondo del passato, in cui vengono ricostruite, discusse, interpretate e analizzate le esperienze infantili del paziente. Questo è possibile quando il terapeuta costruisce una relazione che il paziente sente “sicura”. Solamente quando esiste un rapporto di dipendenza e di fiducia profondi, un paziente può accettare un processo terapeutico intenso, elaborato e prolungato nel tempo.

La Psicoterapia Psicoanalitica consiste nella rivisitazione, nel districamento, e nella ridefinizione del materiale rimosso, fatto di conflitti e di relazioni affettive frustranti vissute dal paziente durante l’infanzia. Quando il paziente riesce a collegare i problemi attuali con i traumi emotivi vissuti nel lontano passato, allora raggiunge l’insight. La presa di coscienza produce un cambiamento nelle prospettive e nei punti di vista del paziente, che gli permette di adattarsi in modo più adeguato alle richieste della società.

Caratteristiche del cliente

Il paziente deve avere una buona capacità di verbalizzare, una solida base culturale e denaro, tempo ed energia sufficienti a continuare un lavoro terapeutico che può andare avanti per molti anni, con numerosi incontri settimanali. Inoltre il paziente deve avere una forte volontà per impegnarsi in un processo terapeutico intenso e profondo.

Tecniche specifiche

Si passa dal dialogo alla catarsi, dal lavoro del materiale inconscio all’insight, dalla rieducazione intellettuale ed emotiva al cambiamento di personalità. Le cinque tecniche di base del processo psicoanalitico sono: le libere associazioni, le interpretazioni, l’analisi dei bisogni, l’analisi delle resistenze, l’analisi del transfert.



Modello Cognitivo Comportamentale

La caratteristica comune ai modelli di intervento dell’orientamento cognitivo-comportamentale è l’applicazione di una metodologia scientifica per la valutazione e il cambiamento dei comportamenti

Durante il processo terapeutico: gli obiettivi da raggiungere vengono specificati in termini concreti e oggettivi e le strategie da adottare vengono riviste e rinegoziate continuamente insieme al cliente.

Un altro fattore importante è l’attenzione al qui e ora, cioè a quegli eventi che influenzano il comportamento nel presente.

Gli psicoterapeuti più vicini all’orientamento cognitivista tengono conto dei processi di pensiero e dei significati personali che mediano la risposta dell’individuo agli eventi-stimolo; utilizzano tecniche prevalentemente verbali, come la “ristrutturazione cognitiva” o l’“arresto del pensiero”.

Il terapeuta aiuta il paziente a cambiare i comportamenti inappropriati fornendogli i mezzi per la realizzazione delle mete individuali. Il grado di appropriatezza di un comportamento non è determinato oppure imposto dal terapeuta ma viene discusso con il paziente, all’interno di un contratto terapeutico flessibile e modificabile rispetto le priorità che emergono nel corso della psicoterapia.

Caratteristiche del cliente

La terapia cognitivo-comportamentale è aperta a tutte le classi socio-economiche e gruppi etnici e con differenti sintomi e problemi. Il cliente deve essere motivato a cambiare, cooperando nell’esecuzione dei compiti terapeutici, sia in terapia che nel suo ambiente di vita.

La sua qualità più importante è quella di collaborare al processo terapeutico, ma il suo coinvolgimento non può, né deve essere imposto.

Tecniche specifiche

I terapeuti cognitivo-comportamentali hanno a disposizione un ampio bagaglio di strategie terapeutiche. Oltre alla “desensibilizzazione sistematica” e al “rinforzo”, utilizzano delle strategie di trattamento che combinano tecniche e interventi razionali, empirici e costruttivisti, a seconda del problema specifico del paziente e delle preferenze del terapeuta.



Modello Umanistico-Esistenziale

La caratteristica principale delle psicoterapie umanistico-esistenziali è la creazione di un rapporto autentico, aperto, rispettoso ed ugualitario tra terapeuta e cliente. Il terapeuta non è considerato né un insegnante né un esperto; la sua attenzione non è rivolta ad etichettare il problema del cliente come patologico, e nemmeno tiene conto del suo passato, se non nei limiti della sua influenza nel “qui e ora” del paziente. L’attenzione del terapeuta è sulla persona e non sul suo problema. Il processo terapeutico serve a facilitare la crescita personale del cliente, costruire una relazione d’aiuto e fornire quelle condizioni necessarie e sufficienti al cambiamento terapeutico.

Caratteristiche del cliente

“Il cliente è una persona che viene volontariamente e attivamente in terapia per avere aiuto su un problema, ma nessuna voglia di rinunciare alla sua responsabilità per la situazione… in questo modo si evita di connotare la persona come malata” (Rogers, 1951).

Il cliente dunque è una persona che sceglie di venire in terapia ed è, quindi, altamente motivato; un requisito necessario e indispensabile.

Generalmente queste terapie sono a medio-lungo termine.

Alcuni problemi tipici dei clienti sono: blocchi nello sviluppo, relazioni rigide e stereotipate, squilibro prolungato, comportamenti compulsivi, ripetitivi e autodistruttivi, comportamenti psicotici lievi e improvvisi, sintomi psicosomatici vari.

Tecniche specifiche

Questi approcci lavorano con le tecniche verbali: viene usato l’ascolto attivo, parafrasi, approfondimenti, chiarificazioni, verifiche e riassunti. L’Ascolto può essere considerato la sola tecnica di cui ha bisogno la relazione terapeutica centrata-sulla-persona; l’ascolto viene definito come un prestare attenzione ai messaggi verbali e non verbali, ai pensieri e sentimenti espressi dal cliente. Tra le tecniche più famose ed efficaci usate dalla Gestalt c’è quella della sedia vuota: questa tecnica è essenzialmente un role playing in cui il cliente parla nel qui e ora con persone, eventi e cose del suo passato. Un'altra tecnica infine è l’utilizzo dell’Analisi Transazionale.



Modello Sistemico-Relazionale

Le terapie sistemico-relazionali sostengono che l’individuo appartiene ad un sistema più ampio, quindi l’intervento sul singolo viene messo in secondo piano, rispetto alle strategie che modificano i comportamenti e le strutture dell’intero sistema familiare.

La valutazione di una famiglia consiste nel raccogliere informazioni sul sistema familiare e sulle persone che lo compongono. La prima decisione da prendere è chi includere nel primo incontro: alcuni terapeuti richiedono la presenza di tutti quelli che vivono in casa, mentre altri non hanno problemi ad iniziare anche con un solo componente della famiglia stessa.

Caratteristiche del cliente

Le famiglie e i gruppi sono la clientela più frequentemente trattata dalle terapie sistemico-relazionali. Tuttavia, all’interno della famiglia non tutti hanno la stessa motivazione nel voler partecipare al trattamento psicoterapeutico e rimandano al “paziente designato” la responsabilità della soluzione del sintomo. Spesso, quindi, il terapeuta deve far leva sul sistema affinché sviluppi in tutti i componenti la stessa motivazione.

Tecniche specifiche

Minuchin propone sette strategie per ristrutturare il sistema familiare (Giusti, Montanari, Monatanarella, 1997):

Inoltre viene utilizzato il genogramma, che è uno schema grafico che riproduce i rapporti tra i vari membri della famiglia nell’arco di tre generazioni e permette di approfondire tutti gli aspetti di vita più significativi per quella famiglia, confrontando i modelli relazionali attuali con quelli presenti nelle famiglie d’origine dei rispettivi genitori.



Modello Biofunzionale Corporeo

Rispetto al modello classico psicoanalitico da cui derivano, le terapie biofunzionali-corporee hanno introdotto delle modificazioni nel processo terapeutico: il terapeuta non è uno “schermo bianco”, stabilisce un rapporto con il paziente e utilizza pure il contatto fisico e la manipolazione come elementi necessari al processo terapeutico. Le emozioni vengono comprese attraverso l’imitazione e la replica, e non attraverso l’interpretazione; l’attenzione del terapeuta è su come comunica il paziente e non solo su cosa comunica.

La caratteristica più importante delle psicoterapie biofunzionali-corporee è quella di intervenire sul problema non solo attraverso l’analisi del contenuto verbale, ma utilizzando soprattutto delle tecniche che permettono l’espressione corporea del blocco emotivo alla base del sintomo. Dato che la maggior parte dei pazienti non è consapevole delle proprie tensioni corporee, il terapeuta deve aiutarli a sperimentare la rigidità cronica sottoponendo i vari gruppi di muscoli allo stress. Le tecniche corporee rendono possibile la catarsi e consentono all’energia di fluire nuovamente.

Caratteristiche del cliente

I clienti che scelgono una psicoterapia con tale orientamento sono persone che hanno difficoltà a liberare le loro emozioni, bloccate dall’ansia, che hanno perso il contatto con il proprio corpo.

Le terapie biofunzionali-corporee sono accessibili a tutti: non richiedono una particolare capacità di verbalizzare e nemmeno un elevato livello culturale

Tecniche specifiche

Le tecniche corporee e gli esercizi che permettono di mobilitare l’energia e di rendere consapevole il paziente delle tensioni del corpo, consistono nel massaggio, nella respirazione e nel movimento.

Il grounding è alla base di ogni sequenza di esercizi e di tecniche e consente di vivere l’esperienza di radicamento nella propria realtà psico-corporea. La respirazione è la principale fonte energetica ed è fondamentale respirare in modo naturale, imparando respirazione diaframmatica: la durata delle respirazioni è di pochi minuti e permette di tirare fuori tutte le emozioni che si muovono con il respiro.

Anche gli esercizi di espressione delle emozioni forniscono l’opportunità ad una persona “bloccata”, di lasciarsi andare a quello che sente. Questi esercizi consistono nella mobilizzazione di tutte le parti del corpo e prevedono anche il contatto con il terapeuta, utilizzando i massaggi per sbloccare le tensioni muscolari croniche.



Modello Integrato

Il principio guida di tale modello è che la psicoterapia è evidentemente solo parte del processo del cambiamento delle persone. Ogni individuo è, a suo modo, un integratore degli approcci di cui beneficia, e il processo della psicoterapia non è altro che un progetto di cambiamento ritualizzato intenzionalmente. Tale modello è incentrato sul principio che la relazione tra cliente e terapeuta sia più importante della metodologia terapeutica adottata. Gli autori che sostengono tale modello credono piuttosto che sta al terapeuta creare consapevolmente uno schema di riferimento integrato ad hoc. Il successo della psicoterapia è correlato con un’alleanza terapeutica precoce (terza seduta), con il grado di attività del terapeuta, con il fatto di favorire la consapevolezza di elementi transferali e con un lavoro intrapsichico ed interpersonale focalizzato sui conflitti centrali per il paziente.

In particolare l’approccio pluralistico integrato segue queste 4 fasi: a) il pre-contatto che è il risultato di una spinta a cercare aiuto e quindi di un processo che si è concluso con l’incontro del terapeuta; b) l’avvio-contatto in cui la motivazione al legame che ha il cliente è quella della fiducia, mentre il terapeuta ha il compito di favorire l’emergere di tematiche in rapporto al terapeuta stesso; c) il contatto pieno è una fase di forte coinvolgimento in cui la presenza del terapeuta favorisce la crescita attraverso l’elaborazione di vissuti inconsci e la sperimentazione di nuove modalità espressive e comportamentali; d) il post-contatto in cui la cosa più importante è che il cliente interiorizzi la figura del terapeuta per poter fare a meno di lui nelle situazioni di vita a cui in passato non ha saputo far fronte; è una rielaborazione che permetterà una maggiore autonomia per l’integrazione dell’esperienza con quel determinato terapeuta.